Arresti estorsioni ‘ndrangheta, chiedevano il pizzo “con fattura”

Carabinieri-300x199I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino hanno arrestato due persone specializzate in estorsioni. Le indagini sono partite dopo la denuncia di due imprenditori torinesi.

 

In base a quanto spiegato, uno dei malviventi è stato arrestato mentre incassava il pizzo, un assegno da 20mila euro. <<… loro vorrebbero 100mila euro! … fatturati!.. Ti fanno la fattura e glieli mandano ai carcerati. Questo mi hanno detto a me!…>>, è quanto ripetevano un uomo di 41 anni, abitante a Venaria, portavoce di importanti soggetti facenti parte della ’ndrangheta, e il complice di 49 anni, abitante a Moncalieri, assicuratore, incensurato, ai due imprenditori torinesi. In questo modo, gli indagati cichiedevano il “pizzo con fattura”, profittando anche della forza di intimidazione derivante di stretti legami di frequentazioni e comparaggio con appartenenti alla ‘ndrangheta.

 

L’attività investigativa era nata lo scorso novembre, quando i militari hanno aperto un’inchiesta nei confronti di presunti esponenti della criminalità organizzata operanti nell’hinterland torinese e dediti a ottenere, utilizzando la forza di intimazione, subappalti da imprenditori edili pubblici e privati.

 

Dopo l’arresto del 41enne, le manette sono scattate anche per il socio.

 

Secondo quanto emerso, i due avrebbero costretto due fratelli, imprenditori del torinese, a farsi consegnare la somma di 20.000 euro (come acconto di euro 1000.000)  mediante l’emissione di un assegno fatturato dalla  ditta di proprietà di uno degli arrestati (fattura emessa per operazioni inesistenti e al solo scopo di giustificare il trasferimento di denaro), da destinare ai familiari dei carcerati affiliati alla ‘ndrangheta e, in particolare, ad una cosca di San Mauro Marchesato (Kr) operante a Torino.

 

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Massimiliano Rambaldi